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SPECIALE TESSITURA
TESSITURA TRA REALTA' QUOTIDIANA, ARTE
ED IMMAGINARIO COLLETTIVO

Trovarsi di fronte ad un tessuto, sia esso un antico arazzo, un tappeto persiano finemente lavorato, decorato densamente con disegni multicolori, artisticamente eleborati in base al talento del tessitore, ma anche guardare più semplicemente un tendaggio, una qualsiasi stoffa adibita ad un normale uso quotidiano, pone sempre un duplice modo di interpretazione dell'oggetto.

Infatti, se ad una prima osservazione quello che viene colto è l'utilizzo che si può fare della stoffa o del tessuto nella dimensione della vita di tutti i giorni - cogliere l'oggetto per quello che è la sua funzione nell'organizzazione della vita quotidiana, un secondo livello di percezione porta sempre ad immaginare quale lavorìo ha dovuto compiere il tessitore per dargli vita, quale trama ha dovuto inventare ed ordire per creare i disegni che compaiono, con i loro molteplici colori, sul manufatto osservato.

E' proprio questo secondo aspetto che ha sempre affascinato l'umanità:
se consideriamo che la tessitura è stata una delle attività artigianali tra le più antiche che l'uomo ha attivato per soddisfare la sua necessità di ripararsi dalle interperie, non può meravigliare che l'arte del tessere sia diventata una metafora per indicare la vita degli uomini.

Infatti, nell'immaginario collettivo degli antichi, come non identificare la trama del tessuto, l'intrecciarsi dei diversi fili, le infinite possibilità di soluzioni creative che la tessitura dava con i percorsi della vita degli individui, dei popoli, dei destini individuali e collettivi?

Il mito, primo modello strutturato di cultura collettiva, attinse abbondantemente dalla metafora tessuto come vita degli uomini per spiegare il grande mistero della vita, ben prima che i filosofi affrontassero il tema.

Nella mitologia, chi tracciava i sottili fili della vita degli uomini, chi li intrecciava tra di loro, chi decideva ad un certo punto di reciderli perchè il destino si era compiuto, erano le Parche, creature mitiche che tenevano in mano la sorte di tutti gli uomini, sovrani e sudditi, guerrieri e contadini, eroi ed umili militi, vincitori e vinti.

E' la stessa Penelope, nel suo tessere e disfare la sua tela mai finita, nell'attesa del ritorno di Uisse, che cosa rappresentava se non il tentativo di padroneggiare il proprio destino, tessendo di giorno e disfacendo di notte una tela che doveva tenerla lontano dal prendere decisione a lei sgradita, quella di sposare uno dei Proci e di tradire così il vincolo d'amore con Ulisse?

Con il passare dei secoli, man mano che il sapere dell'uomo si evolveva e gli consentiva di conoscere e padroneggiare meglio la natura ed il mondo che lo circondava, la filosofia e la modernizzazione del sapere scientifico confinarono il mito in una dimensione favolistica.

Ma la metafora esistenziale del tessuto rimane forte nell'ambito letterario: ripercorrendo le produzioni letterarie di tutti i Paesi del mondo, innumerevoli autori hanno fatto ricorso, nelle loro opere, alla metafora della vita come intreccio affascinante ed insondabile di fili impalpabili, affidati alla misteriosa capacità di tessitore di quel grande artigiano inconoscibile che è il destino.

Vedere in Fiera tanti artisti della tessitura rievocherà certamente, in chi osserverà la loro bravura, suggestioni antiche che i millenni, pur trasformandole, non sono riusciti a cancellare.

Infatti, l'uomo ha ancora bisogno della stoffa, sia nel suo vivere pratico quotidiano, sia nella necessità di rendere metafora la propria esistenza, e trova nell'artigiano un artista e maestro di tessitura e di vita, perchè nonostante la filosofia, la scienza, le evoluzioni della cultura, la nostra vita continua ad essere un tessuto , in cui fili solo in parte riusciamo a comprendere, a definire, a padroneggiare.